Cinque ore di intervento. Lunghissime,
interminabili. Ad aspettare ogni secondo la fine e ad immaginarti lì dentro,
addormentato e non più in preda alle paure che fino a poco prima ti
pervadevano. Sono state ore di tensione, di chiamate da parte di tutti per
sapere come era andata e di mie risposte agitate. Alla fine, quando il chirurgo
ha annunciato la buona riuscita dell’operazione, mi sono sentita più leggera,
sollevata e non vedevo l’ora di abbracciarti. Ho saputo che tu, ancora in
dormiveglia e incosciente per l’anestesia, mi hai chiamata, mi cercavi. Il tuo
primo pensiero sono stata io. E questa cosa, mi ha fatto vibrare il cuore. Dopo
una notte intera passata in terapia intensiva, finalmente ti ho visto. E mi hai
vista. Avrei voluto stringerti forte in quel momento, ma non potevo. Ti ho dato
un bacio sulla fronte, mentre ci brillavano gli occhi. Da quell’istante non ti
ho più lasciato un minuto. Abbiamo passato le giornate mano nella mano, tu nel
letto della clinica e io in una sedia accanto a te. Fino a quando, un
pomeriggio, non ce l’abbiamo più fatta a stare così “lontani” e abbracciati ci
siamo addormentati nel tuo letto.
Piano piano ti stai riprendendo e ieri,
all’uscita della clinica, stavi decisamente meglio. Ho perso il conto delle
volte che, guardandomi negli occhi, mi hai ringraziata. Per me, starti vicino e
non allontanarmi da te, era la cosa più importante. Stare a casa, pensandoti in quelle condizioni, mi avrebbe fatto stare solo male. Invece, lì insieme a
te, avevo la situazione sotto controllo e questo mi rendeva più tranquilla. Inoltre penso che stare da solo anche soltanto per un’ora non ti avrebbe fatto
bene all’umore, i pensieri sarebbero arrivati chissà dove. Quante volte mi hai
chiesto lo specchio, per controllare se il gonfiore era un po’ diminuito?
Guardarsi con qualcuno che alleviava le tue preoccupazioni ha provocato un
colpo meno duro, forse.
Comunque, il peggio è passato. Adesso si tratta
solo di rimettersi in forma. Forza eh, che Londra aspetta me ma anche te! E soprattutto
sarò io ad aspettarti, perché mi mancherai come l’aria. Non vedo l’ora che
arrivino quei week end insieme, in giro a scoprire mano nella mano le bellezze
di una città nuova.



