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giovedì 3 aprile 2014

Che ve lo dico a fa', è uno spettacolo!


Martedì 23 Luglio casaPrinci sobbalzava di gioia. Dopo nove mesi impazzisce di felicità. Finalmente è nato il primo piccolino di casa. Pesa 3,6 kg ed è uno spettacolo. Quando ancora dalla sala parto nessuna notizia arrivava, un giro di telefonate infinito ci collegava tutti e testimoniava la nostra voglia e smania di avere l'annuncio ufficiale. Per riceverlo abbiamo dovuto attendere un bel po' e quando, dopo ore di travaglio, il cesareo sembrava  ormai alle porte ecco che, invece, tutto è proseguito liscio ed è nato naturalmente. Stavo passando l'aspirapolvere per ammazzare quell'infinito tempo di attesa, quando il cellulare mi ha squillato per l'ennesima volta. Ma questa era quella buona: “è natoooooooo” sono state le parole urlate da mio cuginoP., diventato zio. Mio cuginoT., era appena diventato papà. Sono andata in panne, ero emozionata e stranita dalla nuova consapevolezza che da pochi minuti il piccolino tanto atteso era finalmente arrivato. Con l'adrenalina a mille, vista l'ora, mi sono sdraiata nel letto e, dopo un po', mente mi giravo e rigiravo in attesa di trovare sonno è squillato il telefono: "Scusa l'orario, ma non potevo non chiamarti". Era T., neo papà, super emozionato. I miei due cugini per me sono come fratelli e la gioia che ho provato nel sentirlo è stata unica. Quando sono arrivata in Toscana, di fronte al fiocco azzurro io e T. ci siamo abbracciati fortissimo. Ma è stato davanti alla culla che l'emozione mi ha sopraffatta. Mi è vibrato il cuore di fronte alla forza della vita.





Benvenuto Principino

giovedì 31 ottobre 2013

Il PriNciAnnO


E dopo il compleanno del PriNciBloG, ieri è arrivato anche il mio. Ma dove sono volati i 365 giorni trascorsi tra le mie 25 candeline e le 26 che ho spento ieri? In questo anno ho vissuto qualcosa di così tanto sorprendente e altrettanto coinvolgente che ho perso il controllo del tempo.
La giornata di ieri è iniziata con il tenero bacio e gli auguri sussurrati da un Lui ancora assonnato nella penombra della nostra camera romana. La mia mamma, come sempre il giorno del mio compleanno, ha ripercorso la mattinata del lontano 30 Ottobre 1987, arrivando emozionata alle 12.30, quando finalmente decisi che era arrivato il momento di farmi conoscere. Mio padre, invece, ha esordito con un “Buon compleanno Princi”, perché per lui sono Princi da sempre. Poi sono arrivati gli auguri di mio fratello, dei miei cugini, del mio amico più caro e di mia nonna che, come ogni anno da quando mio nonno non c’è più, mi fa gli auguri anche da parte sua. Il mio compleanno è una di quelle occasioni in cui mi emoziono di fronte ad un messaggino scritto da chi generalmente è di poche parole. Non perché abbia bisogno di conferme, perché non sono necessarie le parole, ma perché mi fa piacere che in questo giorno qualcuno voglia accompagnare un semplice “Auguri” con qualcosa che viene dal cuore.
Sto tornando a casa, in Toscana, per questo fine settimana lungo in cui casaPrinci festeggerà ben tre scorpioni: io, Lui e mio fratello. Siamo nati tutti nell’arco di una settimana, per cui festeggiamo insieme. Io, però, ho la festa doppia, perché domani tra tutti i santi ci sono pure io, anche se Lui mi ha detto che ho scelto la festa sbagliata perché quella delle streghe è oggi!
 

lunedì 26 agosto 2013

Un desiderio rivolto al cielo.


Ieri, come spesso accade la Domenica, eravamo a pranzo dai miei. Tuttavia, non era una Domenica come le altre, perchè era il trentesimo compleanno di mia cognata. Già di fronte agli auguri i suoi occhi, che difficilmente si bagnano, sono diventati lucidi. Un compleanno sicuramente importante, che lei ha presentato come una sorta di passaggio in una nuova fase della vita, come se avesse varcato il limite tra l’essere ragazza e l’essere donna. In realtà, è stato solo un ulteriore motivo per alimentare una rabbia infinita. Una giornata come questa, in cui generalmente ci si riunisce per festeggiare, in certi casi può ricordare soltanto quel senso di solitudine e smarrimento vissuto per anni e che, forse, non se ne andrà mai completamente. Abbiamo fatto in modo che questa fosse un’occasione in più per farla sentire in famiglia. Speriamo le sia arrivato tutto il nostro calore, il nostro desiderio di voler festeggiare con lei e di averla con noi proprio in questo giorno. Abbiamo voluto coccolarla ognuno a proprio modo, chi con il regalo tanto desiderato e chi con un messaggio scritto dal cuore. Se ci fosse stato un modo per renderle questa giornata magica, credo che lo avremmo cercato. Ma qualsiasi cosa, in ogni caso, non avrebbe cancellato quel vuoto. E' entrata in casa nostra quando aveva soltanto quattordici anni, quella ragazzina così innamorata di mio fratello ne è poi diventata la moglie. Di compleanni con noi, quindi, ne ha festeggiati molti ma questo, il trentesimo, l’ha trovata più fragile di fronte al dolore di quella ferita. A fine pranzo, l’inaspettata torta fatta apposta per lei da mia madre e le candeline accese l’hanno fatta cedere. Sorpresa e con le mani davanti agli occhi bagnati di lacrime, ha espresso un desiderio, rivolgendosi forse a quella mamma e a quel papà che soprattutto in certe ricorrenze mancano terribilmente, perché la vita li ha strappati troppo presto dalla loro bambina che all’epoca aveva solo sei anni e che ieri ne ha compiuti trenta.