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domenica 10 novembre 2013

Chiacchiere... nel cuore della notte.





Un paio di settimane fa, Lui e i ragazzi del gruppo in cui suona da poco, decisero di organizzare una giornata tutti insieme, anche con noi ragazze. Fu un’idea davvero carina passare qualche oretta insieme di fronte ad una bella grigliata di carne cucinata sul barbecue di un giardino immerso nel verde della campagna toscana. In questa occasione, per la prima volta, conobbi L., la fidanzata del batterista. Alla fine di quella giornata ci salutammo contente di esserci conosciute e con la voglia di rivederci per qualche altra chiacchiera insieme.
Ieri, dopo pranzo, ho ricevuto la sua chiamata. Nel pomeriggio ci siamo trovate per ascoltare i nostri ragazzi suonare però poi, tra una canzone e l’altra, siamo scappate per un giretto insieme e siamo tornate giusto in tempo per comunicare loro che non importava che si salutassero perché avevamo pensato di uscire insieme per un aperitivo. Erano contenti matti e hanno approvato la nostra idea con entusiasmo. Di corsa a casa per una doccia veloce, ci siamo cambiati e ci siamo trovati per uno Spritz in un locale sul mare che, con le sue onde alzate dal vento forte era incredibilmente affascinante. Per cena ci siamo spostati in pizzeria, dove io e lei abbiamo parlato come se non ci fosse un domani mentre Lui e il batterista sembrava non avessero ancora staccato la spina dei loro strumenti. Senza accorgercene, siamo rimasti gli ultimi nel locale e solo il silenzio degli altri tavoli ci ha fatto render conto che, forse, era il caso di andarcene. All’uscita siamo saliti tutti nella macchina del fidanzato di L. che, gentilmente, ci ha dato un passaggio fino alla nostra che era ben più lontana. Tuttavia, in quell’auto, io e L. sedute dietro, Lui e il batterista davanti, ci abbiamo fatto le tre a chiacchierare avvolti dal buio della notte e dal sottofondo di una pioggia incessante. È stato bello conoscerli e percepire quella sintonia che, poche volte, capita di provare di fronte ad una nuova conoscenza.

domenica 27 ottobre 2013

Brindiamo? Vi aspetto qui.





In un anno abbiamo costruito un’intesa fantastica. E’ diventato il mio diario di viaggio che raccoglie le mie esperienze, la mia quotidianità, le mie sensazioni, i miei sentimenti e, soprattutto, contiene la mia vita e la parte più autentica di me, quella che di fronte ad una pagina bianca si sente libera di raccontarsi priva di certi freni che, talvolta, nella vita reale è necessario avere. È come se fosse il mio divano morbido in un salotto accogliente, sul quale io mi siedo per rilassarmi e nel quale, di fronte ad un tè caldo, mi ritrovo con qualche amica/o che in quel momento passa a trovarmi.
E' il mio angolo segreto, il mio rifugio nascosto, il mio più fedele amico. Tutto questo è il mio blog. Proprio oggi che siamo diventati 100 vorrei brindare alla sua prima candelina. In questo anno, attraverso il mio PriNciBloG, ho conosciuto persone fantastiche. Queste siete VOI. Mi avete dato tanto, tantissimo e mai avrei immaginato di affezionarmi così a voi, alle vostre storie e alle vostre parole. Vorrei affacciarmi alla finestra e urlare un grazie talmente forte che riuscisse ad entrare in ognuna delle vostre case. Ma, per sicurezza, ve lo scrivo qui, nella mia casa virtuale.







sabato 17 agosto 2013

Un risveglio emozionante.


Questa mattina mi sono svegliata con l’annuncio di un lieto evento.
Prima di comunicarvelo, però, vi faccio una premessa. L. è un’amica storica di mio fratello. Quindi, inevitabilmente, la conosco da moltissimo tempo. Avevo pochi giorni quando per la prima volta venne a vedermi di ritorno dall’ospedale e la prima foto insieme è quella del mio primo compleanno, quando mio fratello invitò alcuni amichetti tra cui anche lei.
L., è stata fidanzata per ben 14 anni con un ragazzo del nostro paese. Andarono a convivere quando li legava ormai soltanto una scontata abitudine a stare insieme. Purtroppo, di questo si accorsero soltanto a posteriori, quando ormai il grande passo era stato compiuto. Una mattina, dopo una furiosa lite, il suo compagno la invitò a lasciare casa. Sebbene poi questa si sia rivelata in seguito la chiave per ritrovare la felicità, in quel momento ad L. cascò il mondo addosso. E ancora più giù andò quando scoprì che lui aveva un’altra. L’angoscia di rimanere da sola era galoppante. Anche perché a 31 anni le esigenze cominciavano ad essere diverse, quello che desiderava era la stabilità e cullava dentro di sé il sogno di avere un bambino. Le amicizie erano perlopiù di coppia e molte, ormai, si erano “sistemate”. Le sembrava un'impresa difficile, se non impossibile, riprogettare la propria vita e il pensiero di ricostruire tutto da capo, con un altro uomo, la spaventava e la mandava ancora più in crisi. Ha passato momenti bui, persa nel cercare una ragione a quei 14 anni vissuti insieme. 
Tuttavia, la svolta per lei arrivò la sera che conobbe il suo attuale compagno. Eravamo insieme sedute ad un tavolo di un locale quando cominciò questa nuova avventura. Da li è stato un crescendo di felicità e di emozioni. Giorno dopo giorno mi sembrava di incontrare una nuova L., entusiasta di riscoprire la gioia di stare bene con una persona, di essere amata e di amare, di condividere progetti e coltivare insieme la serenità.
Questa notte L. è diventata mamma. Quel sogno che custodiva segreto da tempo, finalmente si è realizzato. Mi sono svegliata con questa sorpresa. Sono emozionata e non vedo l’ora di abbracciarla. 



lunedì 1 luglio 2013

Tra ricordi e aggiornamenti.


Ieri pomeriggio ero al mare quando mi è arrivato il messaggio di una mia amica del liceo. Era da tanto che non ci vedevamo, un po’ perchè io ero a Londra ed un po’ perché lei vive ancora nella città dove abbiamo entrambe studiato all’università. Ha esordito scrivendomi: “Da che parte di mondo sei? Io sono alla base”. Nel risponderle che anche io mi trovavo dove lei, abbiamo subito colto l’occasione per vederci. "Aperitivo o bevuta dopo cena?". Con me non c’è scampo, se mi viene data l’opportunità di scegliere, io senza dubbio opto per l’aperitivo. Sempre. Perché mi piace la situazione che crea, bere qualcosa e mangiucchiare mentre si fanno quattro chiacchiere mi mette di buon umore, soprattutto d’estate quando c’è il mare che fa da sfondo e magari anche un po’ di musica di sottofondo. Alle 20 ci siamo trovate e siamo partite in direzione Impero, un locale molto carino in un paese vicino. Abbiamo chiacchierato come non mai, dal primo secondo in cui è salita in macchina non ci siamo zittate un attimo. Io dovevo raccontarle la mia esperienza a Londra e il post ritorno, lei doveva aggiornarmi su varie situazioni, sentimentali e non. È sempre bello vedere come certe amicizie, seppure queste siano poche, possono stare anche molto tempo senza frequentarsi, ma il giorno che si rivedono è come se si fossero lasciate il giorno prima. È stato come riprendere il discorso da dove lo avevamo interrotto. Di fronte ad uno Spritz abbiamo anche rievocato i tempi del liceo, perchè ogni volta che ci vediamo non possiamo fare a meno di farlo e di chiederci “chissà cosa fa tizio?”, “oh, ma lo sai che ho incontrato tizia e mi ha detto che…”. Tutte le volte l’excursus della gente che frequentava la  nostra classe alle superiori è d’obbligo. Oggi ripensare a quei tempi fa un certo effetto, perché il tempo ci è volato ma, ormai, ne sono passate di primavere da quegli anni. E poi, certo, come non arrivare a ripensare agli anni dell’università, vissuti nella stessa città, alle serate organizzate per festeggiare un esame andato bene e a quelle passate rinchiuse in casa a studiare. 
Insomma, è stata proprio una bella serata fatta di ricordi e di aggiornamenti. Per di più non era programmata, è stata un po’ improvvisata, quindi ci è piaciuta ancora di più perché non abbiamo avuto neanche il tempo di sapere che entrambe eravamo qui che già eravamo insieme in direzione aperitivo. Abbiamo terminato il nostro lungo aperi-cena con una passeggiata sul lungomare, camminando in mezzo a tradizionali bancarelle estive e mangiando un gelato, obbligatoriamente alla nocciola per me con abbinato, stavolta, uno strepitoso pistacchio. 

martedì 18 giugno 2013

Trasferta Mi.Ma.



Era la sera del 30 Aprile l’ultima volta che ci vedemmo. Di fronte ad un aperitivo in quella Londra che ci fece conoscere le nostre intenzioni erano chiare: ci saremmo riviste. L’idea era quella di organizzare un fine settimana insieme, in una località raggiungibile, più o meno facilmente, da tutte. Per l'occasione abbiamo creato un gruppo su whatsapp che abbiamo chiamato "Trasferta Mi.Ma", perchè come meta abbiamo scelto Milano Marittima, tentando di replicare una serata stile Londra e passare una giornata al mare. Nei giorni precedenti al week end organizzato ero impaziente e facevo il conto alla rovescia perché rivederle significava rivivere un po’ quell’esperienza. Perché per me Londra è stata anche loro e questa mia esperienza senza di loro non sarebbe stata la stessa.
Io ed F. ci siamo conosciute il primo giorno al corso di Inglese e siamo tornate via da Londra con lo stesso volo. Quindi abbiamo condiviso tutto, dal primo istante all’ultimo io e lei siamo state una squadra. Rivederci è stato emozionante, ci siamo abbracciate con lo stesso entusiasmo di chi non si vede da una vita. Anche perché sembrava davvero che fosse passata un’infinità da quando ci salutammo all’aeroporto.
Sabato io e lei ci siamo trovate in un punto strategico e insieme abbiamo raggiunto Mi.Ma. Il viaggio in macchina è stato dedicato ad aggiornamenti vari e confidenze, nonostante in questo tempo ci siamo sentite spessissimo. Arrivate a destinazione, sul terrazzo della camera di albergo che avevamo prenotato c’erano già le altre due ragazze che ci aspettavano. Ci eravamo lasciate con maglioni e piumini e ci siamo ritrovate sbracciate in mezzo ad un caldo quasi africano. Eravamo quattro, tutte in camera insieme. Qualcuna mancava all’appello, perché ancora a Londra. Dopo qualche chiacchiera, abbiamo cominciato a prepararci per la serata. La camera in un batter d’occhio si è trasformata, i nostri trolley sono stati aperti e da lì è uscito di tutto: piastre per capelli, scarpe, trucchi e chi più ne ha più ne metta. Poi, una volta pronte, siamo uscite in direzione Pineta, un locale molto famoso del posto. Il tempo è volato, ci siamo ritrovate con una piadina in bocca prima di tornare all’albergo quando già faceva giorno, ma la serata sembrava iniziata da poco.  La mattina, al suono della sveglia, eravamo rintontite dal sonno e pimpanti per nulla ma con un sacco di voglia di godersi qualche altra oretta insieme. Quindi, costumi indosso e via verso la spiaggia a crogiolare sotto il sole. Alle 18 ci siamo salutate, era l’ora di ritornare ognuna verso la propria casa.
E’ stato un fine settimana bellissimo, di quelli che ti lasciano la voglia di riviverli. Anche perché abbastanza economico. Guardando infatti il lato pratico della cosa, sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fattore prezzi. Io abito sulla costa tirrenica e i prezzi sono alle stelle. Invece, ho notato che sulla costa Adriatica sono decisamente più contenuti e un fine settimana là diventa alla portata di tutti, me compresa. Per esempio, l’ingresso in una discoteca della mia zona, nemmeno paragonabile al Pineta, costa 25 euro. Per entrare in quel locale, invece, ho pagato 10 euro, comprensivi di ingresso+bevuta. Anche l’albergo, che abbiamo prenotato utilizzando il sito www.info-alberghi.com,  ha avuto un prezzo decisamente abbordabile ed era molto carino. Certo, a noi serviva solo un letto in cui poter riposare qualche oretta, non avevamo grosse pretese.
Quindi promuovo sotto tutti i punti di vista il mio week end a Milano Marittima. Da rifare!!!