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giovedì 25 luglio 2013

Isola d'Elba: un gioiello in mezzo al mare.


Sono ritornata dalle vacanze ma, siccome è tempo di news in casaPrinci, latito un po’ sul blog. Presto vi racconterò gli aggiornamenti. Prima però vi porto un po’ all’isola d’Elba, a visitare posti fantastici.
Molte volte, nel valutare la meta delle vacanze o di qualche fugace week end, ci siamo scervellati arrivando a considerare le mete più varie. Ma non sapevamo ancora che il paradiso è qui vicino a noi: l’isola d’Elba.


Marina di Campo è stata la nostra base per l’intera settimana e da lì ogni giorno ci siamo spostati verso altre mete. La casa in cui abbiamo soggiornato era dotata di una comoda veranda che ha ospitato le nostre colazioni e i nostri improvvisati aperitivi quando, di ritorno dal mare, eravamo affamatissimi. La prima sera all’Elba ci siamo goduti Marina di Campo, un paese che si affaccia sul mare con una passeggiata spettacolare. Abbiamo attraversato le sue stradine accompagnati dalla musica dei locali all’aperto, dalle luci calde del corso principale e da quelle più soffuse del porticciolo.
Il primo giorno di mare lo abbiamo trascorso a Procchio, dotato di un delizioso salotto, ovvero un piccolo corso in cui abbiamo curiosato tra i negozi e ci siamo rinfrescati con un buon gelato. La sua spiaggia, tuttavia, vale una visita ma, secondo me, non è tra le più belle dell’isola. La sera, invece, ci siamo diretti verso Capoliveri, un centro storico caratteristico reso vivace da curiosi negozietti di artigianato, enoteche e ristoranti. L’indomani è stata la volta della spiaggia di Cavoli. Bellissima. È  un’insenatura con un’acqua così trasparente da farla sembrare una piscina. Questa spiaggia, così come quella di Fetovaia, è molto frequentata dai giovani che sulla sera, ancora in costume, si dirigono verso il bar per un aperitivo al tramonto. Fetovaia con la sua sabbia dorata, la sua acqua cristallina e il promontorio che si allunga sul mare proteggendola, è talmente stupenda che avremmo voluto tornarci più di una volta, però poi la curiosità di visitare altri posti è stata più forte. 
Ma c’è una spiaggia che, più di tutte, mi ha incantata ed è stata quella di Sansone. È stato uno spettacolo che ci ha lasciati tutti a bocca aperta. Da una stradina in mezzo a fitti alberi si è aperto un panorama mozzafiato che ci ha resi immobili, quasi in soggezione di fronte all’imponenza della roccia a strapiombo sul mare..




Abbiamo visitato anche Porto Azzurro, Portoferraio e Lacona, dove ci siamo gustati una improvvisata pasta con le vongole nella barca di alcuni amici che passavano di li e che abbiamo approfittato per salutare. L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato a Pomonte. Si tratta della spiaggia del relitto. Infatti, a pochi metri dalla riva, su un fondale di circa 12 metri è adagiato il relitto di un’imbarcazione affondata negli anni ’70.



Siamo arrivati lì con il pedalò e non vi nego che quando sono arrivata a buttarmi in acqua ho avuto un attimo di esitazione, perché l’acqua era fonda e il mare abbastanza aperto. Ma con Lui che mi aspettava in acqua mi sono sentita più sicura e mi sono tuffata. Ne è valsa assolutamente la pena, tra le lamiere abbiamo visto un sacco di pesci e l’immersione è  stata davvero suggestiva.
Abbiamo lasciato l’isola d’Elba con la voglia di visitarla ancora e con lo stupore di chi ha scoperto un paradiso a portata di mano.


mercoledì 3 luglio 2013

Una vacanza inaspettata.


D’estate, negli anni passati, difficilmente ci siamo mossi, se non per qualche veloce week end da qualche parte o per andare una volta in vacanza in Sardegna. Perché abitiamo a cinque minuti dal mare e quindi possiamo godere di tutto quello che una zona turistica offre a costo zero. Abbiamo sempre preferito farci qualche giretto in qualsiasi periodo che non fosse piena estate, perchè questa ce la siamo sempre goduta qui, in Toscana, tra spiagge, feste e serate.
Una sera di un mesetto fa mio fratello mi chiamò chiedendomi se fossi potuta passare un attimo da lui. La curiosità mi spinse ad andare immediatamente a casa sua per capire il motivo di quella telefonata. Non feci nemmeno in tempo a sedermi sul divano che lanciò la proposta: “Ci è venuta un’idea e volevamo proporvela. Andiamo in crociera?”. Per quest’estate, gli sarebbe piaciuto questo tipo di viaggio. Era entusiasta. Ovviamente anche mia cognata, ma lui sembrava proprio che non vedesse l’ora. Anche perché aveva individuato dei pacchetti non eccessivamente costosi per crociere da sogno che sostano in luoghi bellissimi. Tuttavia, io non mi lasciai trascinare troppo dal loro entusiasmo, anzi lo frenai subito, consapevole delle spese che io e Lui abbiamo in questo periodo e del fatto che la prima cosa a cui avremmo rinunciato sarebbe stata proprio questa, sebbene potrebbe essere stata una bella esperienza ed una tipologia di viaggio ancora mai fatta. Quindi, senza concedere alcuno spiraglio di speranza a mio fratello e mia cognata, io e Lui le vacanze le avremmo passate comunque lontani dal caos di Roma, dove Lui lavora, ma in Toscana. 
Tuttavia, quando ormai avevamo deciso il destino della nostra estate, qualcuno ha rivoluzionato i programmi. Qualche giorno fa eravamo a casa dei miei suoceri quando abbiamo incontrato una coppia di loro amici che, ormai, conosco da tanto anche io. Parlando proprio di ferie estive, ci hanno fatto una proposta a dir poco inaspettata. Hanno una casa all’isola d’Elba che danno in affitto per tutta l’estate. L’unica settimana ancora libera era quella dal 13 al 20 Luglio e ci hanno offerto di andarci aggratissss. Ovviamente, troveremo il modo per sdebitarci, perchè questo è veramente un bel regalo. Dopo un po’ di rigirii per spostare le varie ferie proprio in quella settimana, abbiamo potuto cantare vittoria: si parte! Saremo in quattro: io, Lui, mio fratello e mia cognata che ovviamente hanno abbandonato l’idea della crociera. Tutto in famiglia insomma. Quando le cose sono inaspettate sono ancora più belle perché creano quel piacevole brivido di entusiasmo che non era previsto.
L’Elba è un gioiellino, ci sono stata un paio di giorni qualche anno fa con Lui, ma fu un giretto veloce, un semplice week end. Stavolta invece avremo il tempo di girarla comodamente e di godercela. Non vedo l’ora di essere sul traghetto che ci porterà a destinazione. Tra l’altro da dove abitiamo è stracomodo raggiungerlo, quindi ci resta solo che aspettare il 13 Luglio per partire.

lunedì 1 luglio 2013

Tra ricordi e aggiornamenti.


Ieri pomeriggio ero al mare quando mi è arrivato il messaggio di una mia amica del liceo. Era da tanto che non ci vedevamo, un po’ perchè io ero a Londra ed un po’ perché lei vive ancora nella città dove abbiamo entrambe studiato all’università. Ha esordito scrivendomi: “Da che parte di mondo sei? Io sono alla base”. Nel risponderle che anche io mi trovavo dove lei, abbiamo subito colto l’occasione per vederci. "Aperitivo o bevuta dopo cena?". Con me non c’è scampo, se mi viene data l’opportunità di scegliere, io senza dubbio opto per l’aperitivo. Sempre. Perché mi piace la situazione che crea, bere qualcosa e mangiucchiare mentre si fanno quattro chiacchiere mi mette di buon umore, soprattutto d’estate quando c’è il mare che fa da sfondo e magari anche un po’ di musica di sottofondo. Alle 20 ci siamo trovate e siamo partite in direzione Impero, un locale molto carino in un paese vicino. Abbiamo chiacchierato come non mai, dal primo secondo in cui è salita in macchina non ci siamo zittate un attimo. Io dovevo raccontarle la mia esperienza a Londra e il post ritorno, lei doveva aggiornarmi su varie situazioni, sentimentali e non. È sempre bello vedere come certe amicizie, seppure queste siano poche, possono stare anche molto tempo senza frequentarsi, ma il giorno che si rivedono è come se si fossero lasciate il giorno prima. È stato come riprendere il discorso da dove lo avevamo interrotto. Di fronte ad uno Spritz abbiamo anche rievocato i tempi del liceo, perchè ogni volta che ci vediamo non possiamo fare a meno di farlo e di chiederci “chissà cosa fa tizio?”, “oh, ma lo sai che ho incontrato tizia e mi ha detto che…”. Tutte le volte l’excursus della gente che frequentava la  nostra classe alle superiori è d’obbligo. Oggi ripensare a quei tempi fa un certo effetto, perché il tempo ci è volato ma, ormai, ne sono passate di primavere da quegli anni. E poi, certo, come non arrivare a ripensare agli anni dell’università, vissuti nella stessa città, alle serate organizzate per festeggiare un esame andato bene e a quelle passate rinchiuse in casa a studiare. 
Insomma, è stata proprio una bella serata fatta di ricordi e di aggiornamenti. Per di più non era programmata, è stata un po’ improvvisata, quindi ci è piaciuta ancora di più perché non abbiamo avuto neanche il tempo di sapere che entrambe eravamo qui che già eravamo insieme in direzione aperitivo. Abbiamo terminato il nostro lungo aperi-cena con una passeggiata sul lungomare, camminando in mezzo a tradizionali bancarelle estive e mangiando un gelato, obbligatoriamente alla nocciola per me con abbinato, stavolta, uno strepitoso pistacchio. 

lunedì 24 giugno 2013

È bastato un attimo.


Sabato sera avevamo organizzato una cena nel giardino dell’agriturismo di un’amica. L’appuntamento era per le 17, così avremmo iniziato la “festa” con un bel bagno in piscina tutti insieme. Lui, come sempre, era l’addetto alla musica. Quindi ci siamo portati dietro tutto l’ambaradan, seppure in versione ridotta rispetto all’attrezzatura che usa solitamente per i matrimoni, ma questa era comunque sufficiente per ballare e cantare. Ovviamente nelle nostre feste non può mancare il Karaoke, che crea sempre nuovi talenti. Mio fratello e mio cugino generalmente sono i primi ad appropriarsi del microfono, ma piano piano si portano dietro un bel coro che canta a squarciagola le canzoni più varie. Sabato mio fratello, che tra l'altro è stonato come una campana, ci ha addirittura deliziato con un "Vivo per lei" cantato in duetto con Lui: mio fratello era Bocelli e Lui era Giorgia. Bellissimi!!
Abbiamo sistemato patatine, succhi di frutta, vino e troiai vari intorno alla piscina, per un aperitivo al tramonto immersi nel verde della campagna toscana. Abbiamo dato il via alla musica e poi ci siamo tuffati tutti in acqua a sguazzare. 


Il pomeriggio è proseguito tra chiacchiere, partite di ping-pong e biliardino fino all’ora di cena. Ma, mentre tutto procedeva tranquillamente tra un aperitivo e l’altro in una calda sera d’estate tra amici, il panico ha gelato tutti: S., un bimbo di appena tre anni, è caduto accidentalmente in piscina. È bastato un attimo, un secondo in cui probabilmente i genitori lo avevano perso di vista. Io stavo parlando con un'amica quando ho sentito le urla della mamma di S. Mi sono voltata e ho visto il mio amico M. che lo stava tirando fuori dall’acqua per un braccio. Tra noi c'era il silenzio più totale, l’unico rumore erano le urla del bimbo una volta in braccio al papà. Se noi eravamo scossi e spaventati, vi lascio immaginare i genitori del piccolo. Probabilmente S. voleva giocare con l’acqua della piscina e per arrivare a toccarla ha perso l’equilibrio ed è caduto dentro. 
A volte, ascoltando le notizie dei telegiornali, mi è capitato di sentire parlare di disgrazie e di chiedermi “ma è possibile che non se ne siano accorti?”. Ecco, non bisognerebbe mai chiederselo e tantomeno giudicare quando le situazioni non vengono vissute. Perché noi eravamo 25 adulti, tutti li nel prato che c’è intorno alla piscina. E nessuno, tranne M., si è accorto che il bimbo era scivolato in acqua. Perché nel chiasso della musica e presi dalle chiacchiere era difficile accorgersene, a meno che uno non lo stesse proprio guardando. Per fortuna che M. si trovava lì sul bordo piscina e, sebbene non lo abbia sentito scivolare in acqua, lo ha visto e prontamente è intervenuto. 
Alla fine, si è risolto tutto per il meglio. S. li per li si è spaventato perchè è andato con la testa sott'acqua, ma dopo non è stato più niente per lui, ha giocato tutta la sera e ogni secondo voleva portare al pavone e al cavallo la carne che i ragazzi stavano cucinando sulla brace. Ha mangiato tutti gli antipastini, la pasta con il "petto" (pesto) e la carne appena cotta. Direi che al momento della cena si era ripreso alla grande. Per fortuna.