Se ne parlava ieri con F., la mia amica conosciuta al
corso di Inglese. Mi ha raggiunta per un caffè durante il mio break tra un
turno e l’altro di lavoro e ci siamo messe a chiacchierare sull’utilità di
questa esperienza che stiamo facendo.
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Caffè alla nocciola. |
Lavorativamente parlando, e quindi
lasciando da parte il valore aggiunto che questa apporta a livello personale,
quanto può contare? Quanto può fare la differenza? Aprirà porte che altrimenti
sarebbero state chiuse oppure no? Non che voglia diventare l’amministratore delegato
di chissà quale azienda, chiariamoci, mi basterebbe un posticino da qualche
parte ma, a quanto pare, oggi è difficile trovare anche questo. E, quindi, più
assortito è il curriculum e più speranza c’è. Poi, di certo sono una persona
piuttosto ambiziosa e, di conseguenza, mi piacerebbe poter lavorare in un
ambiente stimolante e gratificante. Comunque, parlando proprio di questo,
riflettevo su quanto influisce la mia emotività in fatto di “prove”. Se la
posta in gioco è qualcosa che mi interessa relativamente,
io emergo perché sono tranquilla, spigliata e quindi le mie caratteristiche si
fanno conoscere senza essere sopraffatte e offuscate dall’ansia. Ma quando sono
di fronte ad una prova per un qualcosa che mi interessa, come appunto potrebbe
essere un colloquio di lavoro per un posto che desidero, non riesco a rimanere
razionale, mi agito. Anche se poi riesco ad affrontarlo, perché so che devo
mettercela tutta e quindi tiro fuori la grinta. In questo ammiro molto Lui,
perchè può avere di fronte chiunque ma rimane apparentemente tranquillo, riesce
a gestire molto bene le situazioni. Mi ricordo ancora quella volta che fu
chiamato per presentarsi all’ultimo colloquio per entrare, eventualmente,
nell’azienda in cui attualmente lavora. Praticamente per accedervi dovevano
essere superati tre diversi colloqui, l’ultimo dei quali prevedeva il confronto
con l’amministratore delegato. Il tutto si sarebbe svolto a Roma. Arrivati
sotto la sede della società mi chiese di salire con Lui. Io gli dissi che non
era il caso e che in questa circostanza la presentazione in coppia, forse, non
era opportuna.
Io: “cosa ci entro io? Ti vedano entrare con me, poi cosa gli
diciamo? Ti aspetto qui”.
Lui: “ma cosa vuoi che gliene freghi se ci sei anche
te? Aspetti in sala d’attesa, mica fai tu il colloquio al posto mio. Forza
andiamo”.
Mi convinse e salii con Lui. Si entrò e, per tagliare la testa al
toro, con un “avevo paura che me la rubassero, così l’ho fatta salire” ruppe
subito il ghiaccio con l’A.D. che, a quel punto, gli chiese se avessimo fatto
un giro per Roma e dove fossimo stati. Io??? Sconvolta. Perché con quella
spontanea frase era riuscito a trovare un motivo di “conversazione” con
l’amministratore delegato e a creare una situazione meno formale. Io, invece,
non sarei riuscita a essere ironica in quella circostanza. Lui sostiene che
piano piano mi “ammorbidirò” e la mia rigidezza è dovuta solo alla poca
esperienza. Probabilmente sarà così. Devo dire che rispetto a qualche anno fa
sono molto migliorata e questo è stato possibile grazie all’università perché
mi ha portata necessariamente a espormi, a confrontarmi e ad acquisire molta
più sicurezza nelle mie capacità personali. Per me il problema non è gestire la
situazione quando la conosco, chiaramente, ma è affrontare l’imprevisto. Che
può essere nell’ambito di un colloquio di lavoro, nell’ambito di una
discussione di laurea, nell’ambito della vita in generale. Per esempio, tempo fa la mia relatrice mi chiese la disponibilità circa la presentazione della
mia tesi di laurea ad un seminario. Da un lato ne fui onorata, dall’altro andai nel
panico e immediatamente le chiesi: “ce la farò a preparare tutto in così pochi
giorni?”. Considerando che tutto era già pronto, bastava solo ampliare e
riorganizzare la presentazione, lei sorridendo mi disse: “la prima volta che
tenni un corso all’università mi servirono giorni e giorni per preparare la
prima lezione. Soltanto quando fui costretta a presentare qualcosa in tempi
dettati dal mio capo imparai il trucco. La sicurezza.
Non serve riguardare le cose cento volte, sai già tutto perché è un lavoro che
hai fatto tu”. Tendenzialmente non sono una persona insicura, anzi. Piuttosto, tendo
ad essere troppo esigente con me
stessa e, quindi, poco flessibile. Questo
è un mio limite. Perché non vedo la mezza misura. Inoltre, la mia impulsività
condisce il tutto in maniera piuttosto saporita. Lui è decisamente più
razionale di me. Qualche giorno fà, per esempio, mi è successo che il giorno
dopo aver pagato l’affitto mi sono accorta che dal conto era stato scalato due
volte. Imprevisto? SI. Reazione immediata? PANICO. Reazione non-immediata? CALMA APPARENTE INDOTTA DA
LUI. Dovevo aspettare che aprisse l’agenzia, ovvero dovevo
aspettare le 10. Erano ancora le 9 e quell’ora l’ho passata a pensare come
maledire quelli lì. Lui: “Prima di riportargli questi francesismi, spiegagli la
cosa con calma e chiedi spiegazioni. Sono cose che possono succedere, figurati
se non ti rendono i soldi”. Chiamo e, magicamente, la cosa si risolve in 2
minuti, con tanto di scuse da parte dell’agenzia. Io mi ero già agitata, Lui
prima di agitarsi aspetta una giusta causa. Comunque, considerando che sono qui da sola e di imprevisti dall'inizio di questa esperienza ce ne sono stati e che io li ho affrontati più o meno a sangue freddo, si direi che sono decisamente migliorata.
Io pure mi agito per un nonnulla.... scatto come una molla... beato Lui che è così calmo...
RispondiEliminaIo sono l'impulsività fatta persona:)
EliminaCarinissimo il tuo blog! :) xxx
RispondiEliminaNuovo post: http://www.allyouneedisfashion.com/2013/02/consonno-town.html#more
Grazie! Passerò a trovarti;)
Eliminala prossima volta che farai un colloquio a cui tieni cerca di pensare al contrario, no questa cosa non mi interessa e poi va bhe' o la va o la spacca....e vedrai che andra' bene
RispondiEliminaI LOVE SHOPPING
Speriamo;)
EliminaIo ad esempio adoro l'imprevisto. E improvvisare. Il che a volte può servire a parare il c**o, altre faccio troppo affidamente sulle mie doti da improvvisatrice e non mi preparo adeguatamente.
RispondiEliminaCome sempre, la vistù sta nel mezzo! :-)
Solitamente preferisco essere preparata nelle circostanze, anche se talvolta l'imprevisto fa piacere perchè dà quel certo brivido che altrimenti non ci sarebbe;)
EliminaHi!
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